Le vostre lettere e le eventuali risposte.

Le ultime lettere da voi inviate

10 dicembre 2002

Grazie per tutto questo lavoro interessante e illuminante. Non sono Ebreo, ma da qualche anno guardo a questo popolo con una sempre maggiore simpatia. Credo infatti che sia evidente a chiunque abbia il buon senso di mettere da parte le informazioni manipolate che spessissimo ci vengono propinate dai media, dando uno sguardo obbiettivo alla storia d'Israele, che l'odio antisemita, arabo, cattolico (non cristiano) e di tanti ambienti culturali di una certa sinistra sia stato e sia tuttora, un nemico terribile con il quale dovete ogni giorno confrontarvi. Non riesco a capire questo odio se non immaginandolo figlio di una profonda gelosia per chi è riuscito, nel corso della storia, non solo a non perdere la propria identità culturale e religiosa, ma ad evolversi, a crescere ed a diventare il modello che è oggi Israele. Voglio solo ringraziare chi si prodiga per l'aggiornamento di questo sito, sperando che le visite di quanti vogliono sentire anche un'altra campana si moltiplichino.

Shalom Roberto

15 novembre 2002

In tempi bellicosi come questi è sempre incauto esporsi troppo, ma l'ottusità della gente non ha confini, specie quella di chi fornisce aiuto e appoggio ai dittatori perdendosi nel mito di una guerra terroristica rivenduta dai mass-media, disinformati e disinformanti, come una lotta per la difesa della libertà. Libertà di popoli, come quello palestinese, ai quali dal basso del loro bieco indottrinamento (del resto non è colpa loro, i testi scolastici per i bimbi delle elementari grondano di razzismo antisemita e antioccidentale, a gradi di propaganda crescente) fa male quella degli altri. Eh sì: perché chi ha la fortuna di nascere in Medio Oriente, e si ritrova cittadino israeliano, è un uomo libero, e la cosa non va certo giù a chi della libertà individuale non vuole sentire minimamente parlare.

Così si spiega l'assurdità dell'unione tra i catto-comunisti e gli anarcoidi di casa nostra con l'integralismo islamico: e se fino a prova contraria siamo tutti contro la guerra, la violenza indiscriminata a cui la cultura democratica (come dice la Fallaci, magari non un sistema perfetto, ma senza dubbio il migliore sul mercato) occidentale è sottoposta impone un risveglio, impone interventi rapidi ed efficaci. Non stupiamoci dunque se Sharon, quale ex-militare (e che ex-militare, mica uno qualsiasi) ha adottato e continua ad adottare la linea dura: ha capito che i suoi "interlocutori internazionali" (edulcoriamo) capiscono solo il linguaggio della forza. La violenza genera solo violenza, certo, ma c'è da chiedersi da dove sia stata generata la violenza che ha dato vita nel 2000 alla seconda intifada, nata proprio in una congiuntura storica in cui mai si è stati più vicini alla nascita di uno stato di Palestina (occupazione militare al minimo storico, ritiro dalla Buffer Zone in Libano, creazione del parlamento dell'Anp - tutto bene fino al rifiuto di Yasser "la-Palestina-la-voglio-tutta-per-me-ributtiamo-gli-ebrei-a-mare" Arafat e alla scusa ad hoc della "passeggiata sulla Spianata"). E le ragioni del contrasto tra Occidente e Islam trovano in Palestina solo la punta dell'iceberg.

Alla fine è il solito vecchio discorso, tutto dev'essere, per qualche strano motivo, equilibrato. Israele è uno stato libero, democratico, tecnologico, economicamente avanzatissimo, la cui popolazione gode dei quozienti intellettivi più alti al mondo, militarmente solido, con un'opposizione giusta e spesso costruttiva, una burocrazia snella, un welfare state che sa quel che fa e una grande ricchezza creata dalle sabbie del deserto. Di contro, guardate che vicini che si ritrova. Israele vivrà e prosperirà anche e soprattutto quando il cancro del terrorismo e del soffocamento avrà colpito l'Europa con metastasi incurabili. Lunga vita a Israele.

Un carissimo Shalom da Lohe.

15 novembre 2002

Ho trovato il tuo sito interessante, ma allo stesso tempo pieno di corrette informazioni. Il tuo sito riesce a mantenere un difficile equilibrio politico, specialmente in questi duri giorni in cui non manca una forte critica interna dentro israele contro il campo della pace e contro "coloro che hanno firmato accordi che ci hanno portato all'attuale situazione". E` una nicchia di razionalita` in una totale cecita` di odio che si trova spesso da ambo i lati, e viene purtroppo, spesso usata da antisemiti europei subdoli intellettuali come la nostra "cara" professoressa... - ignorante, presuntuosa e per giunta antisemita! Ma tu con la tua calma e la ragione, sai ben fronteggiare tutti, e dare convincenti spiegazioni basate su una vasta conoscenza dei fatti avvenuti e sulla giustizia delle cose.

La tua iniziativa e avvenuta al momento giusto e fa per se` molto di piu` di quello che potrebbero fare siti ufficiali. apprezzo la tua democraticita` e mi e` piaciuta la tua proposta di fare un link ad un sito palestinese che sia pero` aperto a critiche come il tuo, (sito che ritengo sia introvabile) - non solo perche` l'Autorita` Palestinese non e` democratica, ma anche perche iniziative private come la tua dall'altra parte verrebbero immediatamente soppresse dalla stessa autorita`, la quale da tempo fa un doppio gioco. Da una parte firma accordi e vorrebbe far credere al mondo che auspica la pace, dalla'altra manda i tanzim ed i gruppi di Al-Fatah a commettere indignosi atti terroristici contro anche donne vecchi e bambini (vorrei precisare per chi non lo sappia, che i gruppi sopra menzionati a differenza ad esempio di HAMAS, sono gruppi che dipendono sia economicamente che sia ricevono ordini- direttamente dal rais Arafat e dai suoi piu` stretti dipendenti nell'ambito dell'Autorita` Palestinese).

Io personalmente credo che dalla parte palestinese manchi oggi una leadership come poteva essere quella dell'allora Ben-Gurion il quale ha saputo combattere elementi disgreganti nell'ambito della democrazia, anche con la "mano dura", (vedi la faccenda della nave "Altalena", o lo scioglimento del Palm"ah) manca chi abbia il coraggio di assumersi potenziali dolenti responsabilita`, manca chi sappia fronteggiare opposizioni interne, credendo nel processo di pace. Il guaio sta` nel fatto che Arafat ancora crede di poter esercitare piu` pressione sull'opinione pubblica Israeliana facendo del terrorismo, che non con accordi di pace. Dopo la generosa offerta di territori da parte dell'ex premier Israeliano Ehud Barak ed il successivo disappunto di Arafat, l'ultimo ha creduto che "ricreando" l'attuale intifada (Al-aksa) avrebbe ottenuto di piu` dagli Israeliani esercitando "pressioni di forza" quali il terrorismo. E cosi` si e venuta a creare l'attuale tragica situazione alla quale non vedo immediati sbocchi. Solo "tenendo duro" davanti al terrorismo, e non arrendendoglisi, riusciremo noi Israeliani che credono al processo di pace,a far capire ai palestinesi che credono nella pace che e` arrivata l'ora di cambiare la leadership, ed e` arrivato il momento di auspicare alla democrazia anche dalla loro parte. E` ormai noto che nella storia umana non ci sono guerre tra stati democratici.

La presente serve anche come invito alla attuale classe intellettuale palestinese a prendere coscienza del proprio destino, a fare una lotta interna per giungere la democrazia la quale gli portera` una maggiore dignita`, riconoscenza mondiale, fondi americani ed europei, e potra` risolvere molti problemi del popolo palestinese fra cui anche quello della pace.

affettuosi saluti, Paolo Portaleone Israele

Ringrazio e approvo parola per parola!!

7 settembre 2002

Complimenti!!Finalmente posso riconoscermi in qualche cosa di imparziale che non sia la solita propaganda antisemita,anti-israeliana,anti-storica di una larga parte dell'opinione pubblica.Alla professoressa"fate schifo"consiglio invece un bel viaggio in Israele così potrà valutare di persona come vivono le persone laggiù e anche come vengono educate alla tolleranza all'amore verso il prossimo,alla solidarietà,al lavoro e naturalmente anche alla guerra...ma per difendersi!!!Bisogna essere molto preparati e coraggiosi per riuscire a resistere a 2000anni di persecuzione e sterminio,cercare di ricominciare tutto da capo ed essere assediati da paesi ostili,non leggittimati come nazione da molti e IGNOBILMENTE bollati come terroristi dagli ignoranti!! Umberto Davide

4 maggio 2002

Più che domande o consigli, mi sento di farvi i miei più sinceri complimenti.Io che ne sapevo molto poco, ora posso dire almeno di avere un'idea abbastanza precisa della situazione tra Israele e Palestina. E questo lo devo solo a voi.

Grazie!

Mariacristina Lubrano

 

3 maggio 2002

la lettera del lettore vexma@ns.cnt.ru è riportata in bianco mentre la risposta è in azzurro.

Nel I congresso del movimento sionista riunito a Basilea nel 1897 sotto la guida di Teodor Herzl prevalse la tesi di chi opto' per la "Colonizzazione della Palestina", in seguito a cio', gli ebrei che si riconoscevano nel "Sionismo" (e cioe' meno dell'1% degli ebrei di tutto il mondo) prepararono un programma per la colonizzazione della regione. Questa colonizzazione prevedeva due progetti, quello massimo che seguendo la frase biblica mirava ad occupare il territorio compreso tra i due fiumi "dal Nilo all'Eufrate", e ancora oggi sostenuto dal clero rabbinico e dai partiti di governo, mentre quello minimo riguardava l'occupazione di un territorio comprendente oltre la Palestina, la Giordania, il sud del Libano ed il sud ovest della Siria. Ma il Sionismo non mirava solo alla occupazione di questi territori ma prevedeva lo svuotamento della popolazione originaria allo scopo si di continuare l'emmigrazione ebraica ma soprattutto di creare uno stato puramente confessionale "ebraico" (espulsioni in massa della popolazione palestinese residente, massacri, etc.). A questo punto si fa notare che ancora oggi il Sionismo continua la sua politica in seno allo stato di Israele.

Il sionismo è nato nell'Europa dell'Est nel 1800 come risposta ai pogrom e come bisogno del popolo ebraico di Autoemanciparsi. Gli ideologi principali erano di stampo socialista e non religioso e l'ideologia sionista si espanse soprattutto in Russia Polonia e Romania.

Peccato che queste teorie siano state prese da testi palestinesi di propaganda ... ci sono moltissime imperfezioni:

1) Il primo congresso sionista non prese nessuna decisione ma dichiarò che "Il Sionismo aspira alla creazione di una sede nazionale garantita dal diritto pubblico, per il popolo ebraico in Palestina".

2)Le obiezioni forti dei religiosi e ortodossi ebrei si appoggiavano al timore che le rivendicazioni dell'Ebraismo quale fede universale fossero compromesse dalla rinascita del nazionalismo ebraico. Per cui i religiosi non avevano nessuna intenzione di appoggiare il sionismo e la favola del territorio compreso tra il Tigri e l'Eufrate è tutta inventata. E' vero che oggi ci sono gruppi molto piccoli in Israele (neanche un migliaio di persone) che portano avanti l'idea della grande Israele .... ma non sono neanche rappresentati in parlamento!

3) Per quanto riguarda il programma minimo non so da dove lei abbia preso queste nozioni ma dopo il congresso di Basilea Herzel cercò di convincere Guglielmo II Kaiser tedesco che aveva ottimi rapporti e legami con il sultano di Turchia per ottenere il permesso di immigrazione degli ebrei in palestina. Gli stati da lei menzionati non esistevano neanche (Giordania creata nel 1946 come Stato di Transgiordania - Libano indipendente dal 1946 prima sotto colonizzazione francese dal 1865 al 1946 e zona di disputa tra egiziani e turchi - Siria dal 1516 al 1919 regione facente parte dell'impero ottomano,indipendente dal 1946 )

Il 9 aprile 1948 Menahem Begin, con le sue truppe dell'Irgun, massacra i 254 abitanti del villaggio di Deir Yassin, uomini, donne e bambini.

Il 25 febbraio 1994 Dottor Baruch Goldstein, colono di origine americana, fa piu di cinquanta vittime a Kiryat Arba (Cis-giordania), mitragliando dei palestinesi in preghiera sulla tomba dei patriarchi.

LA VIOLENZA GENERA VIOLENZA.......

Posso capire che nella nostra storia abbiamo sicuramente dei fatti che possono essere ricordati con vergogna .. ma lei ha dovuto cercarli in 46 anni di storia. I palestinesi di atti di questo tipio ne hanno compiuti centinaia solo nel giro di qualche anno ... tra l'altro Baruch Goldstein ha compiuto quel gesto da solo e senza l'appoggio dello Stato di Israele il quale lo condannò immediatamente e senza un minimo dubbio. Le famiglie delle vittime furono anche risarcite. Che poi degli estremisti abbiano cercato di farlo diventare un eroe è sicuramente deplorevole ma si parla sempre di pochissimi estremisti. Se invece andiamo a cercare ciò che i palestinesi hanno fatto ebbene la lista è lunghissima e atroce ... solo quest'anno più di 400 persone civili uccise dal terrorismo palestinese!! cerchiamo di essere più obiettivi per favore!

Un cordiale shalom Davide

 

10 aprile 2002

Ciao ,ho letto una piccola cronostoria sul popolo d'Isrlaele e dopo ho trovato questo sito.Beh volevo esprimere la mia opinione da persona ignorante in merito alla questione. Io non credo che in una guerra ci siano i buoni e i cattivi.Gli errori ci sono perche' siamo umani.E' pur vero che le cronache ci parlano di un numero di vittime palestinesi molto più grande rispetto a quello relativo agli israeliani.Ho anche appreso- e mi riferisco a qualcuno che ha scritto in merito- che gli ebrei hanno "girovagato" dopo la persecuzione dei romani-vedi Ponzio Pilato,Tito,Adriano-e che in ogni modo la creazione di questo Stato nel secondo dopo-guerra non è stato una cosa poi così tremenda.Il mondo e la gente che lo ha popolato nei secoli,ha avuto bisogno di un "colpevole"e lo ha trovato negli ebrei. Non credo comunque che bisogna chiedersi come mai i palestinesi non protestino pacificamente contro gli attentati:non puoi chiedere ad un vero cristiano di rinnegare Dio così come non puoi chiedere loro di rinnegare una parte della loro cultura:"immolarsi" ha uno scopo ben preciso.E' forse ignorante questo modo di persare ma è altrettanto ignorante rispondere con lo stesso linguaggio che non è certamente di pace.comprendo come possa essere vivere sapendo che ,mentre passeggi per la strada,un uomo , una donna ti possa esplodere in faccia. Il problema sostanziale è che siamo uomini e come tali non riusciusciamo ad avere rispetto per i nostri simili :siamo governati dall' odio, dal rancore ,dal sentimento di rivalsa e, mi dispiace doverti dire questo caro amico ebreo, anche le tue parole ,sebbene giustificate dalla tua angoscia,esprimono ciò .l'amore,primo insegnamento di tutte le religione, non ricodate più cosa sia o forse conoscete solo quello conformistico della famiglia e ghettizzante del proprio popolo e- mi permetto di sottolineare-il discorso va estesto a tutti ,anche ai palestinesi,agli europei che duardano indifferenti,agli americani che fanno finta di interessarsi!!

Per un mondo di pace e di amore Carmen

 

4 aprile 2002

Mi auguro che ai miei figli non capiti una professoressa come quella di cui ho letto la lettera!! Una persona così che in una scuola dovrebbe essere imparziale nell'esposizione dei problemi e dei fatti storici, è quella che fa il lavaggio del cervello a chi non gliel'ha chiesto. Purtroppo ce ne sono tante in Italia, trasportano la loro opinione politica nelle aule scolastiche e questo non è giusto perchè un ragazzo saprà da solo, quando è il momento, saper scegliere. Non parliamo poi delle espressioni volgari di cui ha infarcito la lettera, espressioni che manifestano un odio terribile verso un popolo. Gente così non vuole sentire le ragioni degli altri perchè è solo attaccato allo slogan dello sporco ebreo. Il bello è che si dicono pacifisti...proprio come Vandali, Unni e affini che ai tempi han messo a ferro e a fuoco l'Italia ( recentemente Genova) A me spiace sinceramente per tutto ciò che sta succedendo in questi giorni, mi sento angosciata perchè mi sembra che non ci sia una speranza a breve termine anche se me lo auguro con tutto il cuore. Soffro per gli ebrei e soffro per i palestinesi, voglio che entrambi abbiano un posto sicuro in cui vivere la loro vita finalmente in pace e possano fare progetti per il futuro. Non posso però non dire che, pur dando tutta la mia comprensione ai Palestinesi , i loro " martiri" che si fanno saltare in mezzo alla gente, sono solo dei semplici assassini.

Una mamma

 

30 marzo 2002

la lettera del lettore è riportata in bianco mentre la risposta è in azzurro.

Un sito bellissimo, interessante, peccato che abbia un solo difetto: una vistosa distorsione storica dei fatti, laddove per ovvi motivi di convenienza altri simpatici episodi non vengono citati affatto. Magari ricordiamoci anche che: 1953: Ariel Sharon guida un'azione militare nel villaggio Kybya con il massacro di 53 abitanti

E' VERO, ESATTAMENTE IL 14/15 OTTOBRE 1953. ANZI I MORTI FURONO PER L'ESATTEZZA 70. E' MOLTO SEMPLICISTICO DESCRIVERE QUESTA AZIONE CON UNA FRASE COME LA SUA PERCHE' IL PERIODO E I MOTIVI DA LEI NON VENGONO ASSOLUTAMENTE SANCITI. NEL 1953 I CONFINI CON LA SIRIA E LA GIORDANIA ERANO MOLTO PROBLEMATICI E DAI VILLAGGI ARABI DI CONFINE SOPRATTUTTO DELLA ALLORA GIORDANIA CHE COMPRENDEVA L'ATTUALE CISGIORDANIA PARTIVANO AZIONI TERRORISTICHE CONTRO VILLAGGI ISRAELIANI. IL GOVERNO DI ALLORA DECISE DI CREARE UN CORPO SPECIALE CON LA SIGLA 101 CHE AVEVA IL COMPITO DI PENETRARE OLTRE LE LINEE NEMICHE E CERCARE DI STANARE I TERRORISTI. L'AZIONE A KYBYA NON FU SICURAMENTE DELLE MIGLIORI ANZI VENNERO COMMESSI PARECCHI ERRORI. IL GOVERNO DECISE DI CONSEGUENZA DI AGGREGARE IL CORPO SPECIALE AI PARACADUTISTI E DI ALLENARE QUESTI SOLDATI AD AZIONI MILITARI MOLTO SPECIALI … CHIAMATI OGGI COMMANDOS E DARE LORO UN'IMPOSTAZIONE MILITARE MOLTO SEVERA CON INCARICHI MOLTO SPECIFICI. A KYBYA VENNERO UCCISI DEI TERRORISTI CHE SI NASCOSERO DENTRO CASE DI CIVILI E CIO' PROVOCO' ANCHE LA MORTE DI ABITANTI ESTRANEI ALLA GUERRIGLIA. C'E' DA NON DIMENTICARE CHE QUESTA AZIONE VENNE DI CONSEGUENZA AD ATTI TERRORISTICI MIRATI E CHE ALLORA LA CISGIORDANIA ERA GIORDANIA E I MOTIVI DELLA GUERRIGLIA DA PARTE DEGLI ARABI ERA DI DESTABILIZZARE ISRAELE. PURTROPPO NELLE GUERRE MUOIONO ANCHE MOLTE PERSONE CHE NON HANNO NULLA A CHE FARE CON IL CONFLITTO. MA SE I TERRORISTI USANO I CIVILI COME OSTAGGI PER DIFENDERE SE STESSI PUO' ANCHE CAPITARE CHE GENTE INNOCENTE CI RIMETTA LA VITA.

1976: 2000 palestinesi morti al termine dell'assedio dei falangisti in Libano nel quartiere di Beirut Tell el-Zaatar con la complicità e consluenza di alti ufficiali israeliani (tra cui Ariel Sharon)

QUESTO E' QUELLO CHE DICONO I PALESTINESI!! PROPIO NEL 1976 I SIRIANI SI STABILIRONO A BEIRUT CON IL LORO ESERCITO ED ERANO I DIRETTI RESPONSABILI DI CIO' CHE ACCADDEVA NELLA CITTA' ... TANTO CHE IL FAMOSO ZALACH HALAPH (uno dei fondatori del movimento Fatah) DISSE: "E' UNA VERGOGNA CHE NESSUN PAESE ARABO AMICO O NEMICO NON ABBIA ALZATO UN DITO CONTRO I FLANGISTI E E TANTO MENO I SIRIANI CHE LI APPOGGIAVANO"

PER QUANTO RIGUARDA ARIEL SHARON (di cui non sono per nulla simpatizzante) IN QUEL'ANNO NON ERA PIU' UN MILITARE MA ERA UN MEMBRO DEL PARLAMENTO ISRAELIANO E FACEVA PARTE DEL LIKUD. PROPRIO IN QUELL'ANNO A NOVEMBRE DECISE DI SEPARARSI DAL LIKUD E CREARE UN NUOVO MOVIMENTO POLITICO INDIPENDENTE.

1982: Ariel Sharon, ministro della difesa israeliano, vara il piano "Pace in Galilea": 3000 morti massacrati a Sabra e Chatila, e distruzione da parte delle milizie israeliane del Centro ricerche palestinesi con l'intento di annullare l'identità e la storia del popolo palestinese. 1983: Ariel Sharon è costretto a dimettersi dopo che la commissione d'inchesta ammette le responsabilità israeliane per il crimine contro l'umanità compiuto a Sabra e Chatila.

LE MILIZIE NON ERANO ISRAELIANE MA CRISTIANO MARONITE .. ARMATE E ORGANIZZATE MILITARMENTE DA ISRAELE GIA' DA PRIMA DELLA GUERRA DEL LIBANO .. L'ODIO TRA CRISTIANO MARONITI E MUSSULMANI PALESTINESI ERA DOVUTO ANCHE PER MOTIVI RELIGIOSI FONDAMENTALISTI E IN SEGUITO ANCHE POLITICI IN QUANTO I PALESTINESI AGENDO DAL SUD DEL LIBANO CONTRO ISRAELE CREAVANO UN'INSTABILITA' NELLA REGIONE CRISTIANO MARONITA. QUELLO CHE SUCCESSE IN QUEL PERIODO IN ISRAELE NON VIENE PER NULLA CITATO DALLA TUA ESPOSIZIONE. ISRAELE E' UN PAESE DEMOCRATICO ED IN RISPOSTA ALLE ATROCITA' DI SABRA E CHATILA CI FU A TEL AVIV LA PIU' GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO UN GOVERNO CHE SI FOSSE MAI ORGANIZZATA IN ISRAELE. L'OPPOSIZIONE FORTE CONTRO SHARON E BEGHIN PORTO' ALLE DIMISSIONI DI SHARON E ALLA FINE POLITICA DI BEGHIN. DIMMI TU SE I PALESTINESI SONO MAI SCESI IN PIAZZA PER MANIFESTARE CONTRO ATTI TERRORISTICI DA LORO COMPIUTI.

Settembre 2000: In un clima di forte tensione, per le commemorazioni dei massacri di Sabra e Chatila, Ariel Sharon si reca in visita provocatoriamente alla Spianata delle Moschee. Gravi incidenti: i morti saranno oltre cento. Di fatto accende la miccia per la nuova Intifada

ANCHE QUESTA E' UNA DISTORSIONE DEI FATTI.

1) ARIEL SHARON, ALLORA RAPPRESENTAVA SOLO SE STESSO E NON IL GOVERNO.

2) LA VISITA FU CONCORDATA CON IL MUFTI DI GERUSALEMME

3) ARAFAT CERCAVA UN PRETESTO PER ACCENDERE LA NUOVA ENTIFADA IN QUANTO NON SE LA SENTIVA DI ACCETTARE I COMPROMESSI CHE NON SAREBBERO STATI ACCETTATI DALLA SUA OPPOSIZIONE INTERNA.

4) I MORTI NON FURONO PIU’ DI CENTO MA UNA DECINA A CAUSA DELLA VIOLENZA INCONDIZIONATA DELLE MIGLIAIA DI PERSONE CHE SI TROVAVANO SULLA SPIANATA. (NON CHE CON QUESTO VOGLIA DEPLORARE L'EVENTO).

Può bastare? No, perché vede ho un dossier di alcune centinaia di pagine...

SE QUESTO DOSSIER E' STATO REDATTO DAI PALESTINESI E' BENE NON PRENDERE TUTTO CIO' CHE VIENE SCRITTO COME BIBBIA .. E PURTROPPO ANCHE AMNESTY INTERNATIONAL DI CUI AMMIRO LE LORO INIZIATIVE HANNO SPESSO NOTIZIE DI PARTE CHE NON SEMPRE SONO ESATTE.

Ah dimenticavo, Ariel Sharon è il premier di uno degli stati che possono vantarsi di sostenere, tra le altre cose, l'Apartheid.

ISRAELE NON E' UNO STATO DOVE VIGE L'APARTHEID, GLI ARABI ISRAELIANI VIVONO E LAVORANO IN ISRAELE, SONO RAPPRESENTATI NEL PARLAMENTO DA TRE PARTITI CON PARLAMENTARI ARABI. PER QUANTO RIGUARDA GLI ARABI DELLA STRISCIA DI GAZA E DELLA CISGIORDANIA NON SONO ISRAELIANI ED I TERRITORI NON SONO MAI STATI ANNESSI GIURIDICAMENTE DA NESSUN GOVERNO.

Sarà il caso di aggiornare il Suo sito no?

LA RINGRAZIO PER IL CONSIGLIO … MA IL SITO E' UN SITO FATTO DA UNA PERSONA CHE VIVE IN ISRAELE E CHE VUOLE DARE UN'INFORMAZIONE DAL PUNTO DI VISTA ISRAELIANO …SENZA ENTRARE TROPPO NEI PARTICOLARI ANCHE PERCHE' LA QUANTITA' DI ATTENTATI E AZIONI BELLICHE COMPIUTE CONTRO LA POPOLAZIONE CIVILE ISRAELIANA DA PRIMA DELLA CREAZIONE DELLO STATO DI ISRAELE AD OGGI SONO TALMENTE TANTE CHE SE DOVESSI INSERIRLE NEL SITO NESSUNO AVREBBE IL TEMPO E LA VOGLIA DI LEGGERSELE CI SONO GIA' CENTINAIA DI SITI PALESTINESI E ARABI DOVE L'INFORMAZIONE E' COMPLETAMENTE DI PARTE E DOVE L'OBIETTIVITA' NON VIENE PRESA ASSOLUTAMENTE IN CONSIDERAZIONE. ANZI ALCUNI SITI SI APPROPIANO ANCHE DI PROPAGANDE SPESSO ANTISEMITE CHE NON HANNO ALCUN LEGAME CON IL PROBLEMA ISRAELO - PALESTINESE. TRA L'ALTRO PER QUANTO RIGUARDA LE RESPONSABILITA' INDIRETTE DI SHARON NEL 1982 A SABRA E CHATYLA NEL MIO SITO COMPARE QUESTO: " Falangisti cristiani provocano un massacro dei rifugiati musulmani a Sabra e Shatilla in Libano meridionale; Cinque mesi più tardi, Febbraio 1983, la Commissione di inchiesta "Kahan" conclude che la responsabilità diretta del massacro è del Ministro della Difesa Ariel Sharon che avrebbe potuto fare di più per prevenirlo ed evitarlo. " Su un sito palestinese non troverà mai l'accenno ad una responsabilità criminale di qualche membro palestinese per quanto riguarda gli atti terroristici da loro compiuti.

Il problema dei palestinesi è un problema serio e sicuramente avrà una sua soluzione …. Ma questa soluzione non può non prendere in considerazione il fatto che gli arabi per decine di anni hanno provato a distruggerci … solo oggi incominciano a capire che eliminare Israele non è possibile e pretenderebbero di rimettere tutte le carte in gioco dimenticando che se alcuni territori sono stati prelevati dai loro stati è perché quando si entra in guerra nessuno ti può assicurare che vincerai e a volte ci sono anche conseguenze che vanno pagate… questo lo insegna la storia. E' inutile che oggi si dica bene non siamo riusciti a distruggervi, ora vogliamo riportare la situazione come era prima delle guerre. Mi sembra una pretesa troppo grossa. I palestinesi sono il risultato di anni e secoli di controversie nella regione credo che anche i paesi arabi debbano prendersi le loro responsabilità e non solo Israele. Israele è disposto a trovare una soluzione ma quando si cercano delle soluzioni le parti devono capire che non si può avere il 100% delle richieste ma ci vuole un compromesso. Arafath non ha voluto accettare dei compromessi e così ha pensato bene di rimettere tutto in discussione attivando l'arma della destabilizzazione (il terrorismo) solo che non ha fatto tutti i calcoli e forse questa sua decisione porterà a nuove prospettive che non obbligatoriamente avranno un peso positivo per i palestinesi.

Arafath continua a sbagliare .. oggi dice che è un "shaid" ..dove è il suo programma ..dove vuole portare il suo popolo? L'americano Zini non è un partner … Cheiny non è un partner….. Barak non è un partner …con chi vuole parlare? Sharon lo ha fatto salire lui al governo destabilizzando la sicurezza interna di Israele ed ora ne paga le conseguenze! Purtroppo la storia politica di Arafath è piena di errori …. Sarà sicuramente una figura importante ma gli errori si pagano e purtroppo anche il suo popolo continua a pagarli da troppi anni.

Spero che la risposta sia abbastanza esauriente e le consiglio di prendere in considerazione anche altre fonti di informazione per cercare di farsi un idea del problema in maniera più obiettiva. Credo che pubblicherò la tua e-mail perché è importante che la gente sappia che noi non nascondiamo certi nostri errori ma vogliamo che gli altri sappiano anche certe verità che non vengono citate da chi ha l'interesse di censurarle.

Un cordiale shalom da Gerusalemme

Davide

11 febbraio 2002

Eccovi un esempio di lettera provocatoria e di basso contenuto che spesso riceviamo.Questa è addirittura di una Professoressa !

Mi sto chiedendo fin dove riuscirete ad arrivare. Ce l' avete ancora il senso della misura, del rispetto per gli altri esseri umani, il senso di che cosa sia un confine, sia fisico che mentale, il senso della Memoria di ciò che vi hanno fatto e che non dovrebbe più succedere a NESSUN essere umano? Io penso solo che il terrorismo vada eliminato in qualunque stato del mondo si che il responsabile si chiami Bin Laden, sia che si chiami Sharon. E chi si tiene un primo ministro come quello, carico di cadaveri, dovrebbe solo vergognarsi. Ma gli Israeliani fanno presto, condannano tutto ciò che gli dà fastidio come antisemita, così le responsabilità se le prendono gli altri, vero? Invece io penso semplicemente che siate ESATTAMENTE uguali a tutti gli esseri umani, nel bene ma anche nel male. Ed ora Israele ne sta compiendo tanto, senza nessuna VERGOGNA. A me personalmente, chi si comporta così, fa schifo. Se domani dovessi subire ciò che imponete da invasori ad altri esseri umani, non esiterei un attimo a difendermi, in tutti i modi possibili. Imparate a stare A CASA VOSTRA, a rispettare le risoluzioni dell'ONU e piantatela di prendere in giro il mondo, cominciate a meritarvi il rispetto che pretendete! VERGOGNAAAAAAA!!!!!!!

Prof. Cinzia Ruspaggiari

Carissima Professoressa,

è semplice buttare immondizia senza essere più precisi. Una Professoressa dovrebbe scrivere in maniera leggermente più esplicativa ... insultare è troppo facile. Buttare frasi a casaccio senza spiegare ed informarsi credo sia l'errore più grossolano che si possa commettere. Non so quale sia la sua fonte di informazione ma credo che sarebbe bene cercare di conoscere la storia di questa regione in maniera più profonda ... personalmente le posso dire che non esiste il bianco e il nero e soprattutto non esiste chi ha solo ragione e chi ha solo torto. Dire che Sharon è un terrorista e paragonarlo a Bin Laden mi sembra eccessivo anche perchè ciò che accadde in Libano a Sabra e Shatila credo valga la pena di approfondire .... chi trucidò i palestinesi mussulmani furono i cristiano maroniti e non l'esercito israeliano ed il fatto che i cristiano maroniti durante la guerra del Libano si schierarono dalla parte di Israele non significa che Sharon abbia approvato ciò che venne compiuto. Oggi si cerca di sviare il problema cardine che è la mancanza da parte dei palestinesi di un uomo politico forte che abbia la capacità di fermare il terrorismo e proporre idee concrete per risolvere il problema del suo popolo. Israele ha provato a cercare la via della pace senza trovare un partner serio e deciso (basti ricordare i vari Rabin, Peres e lo stesso Barak) purtroppo la risposta è stata molto esplicita ... dei kamikaze che si fanno esplodere in mezzo ai civili o che uccidono a sangue freddo una bimba handicappata e la sua mamma in casa loro come è successo tre giorni fa a Hamra. Io non so chi tu sia e chi rappresenti ma sinceramente ti proporrei di approfondire la storia e non basarsi su slogan che spesso sono frutto di interessi politici sporchi e interessanti. Una Professoressa non dovrebbe abbassarsi a simili e-mail offensivi e provocatori. Sono sinceramente disposto ad un dialogo serio e concreto anche perchè tra gli israeliani esiste una critica seria di ciò che viene compiuto dal nostro Stato ... cosa che non vedo da parte dei palestinesi in quanto da loro vige la legge del più forte e della dittatura.

Saluto con un cordiale shalom Davide

 

21 dicembre 2001

Cari amici, è vero che in certi momementi la soluzione di un muro che divida Palestinesi da Israeliani può sembrare la soluzione più ovvia; ma,basterebbe? L’odio profondo e ben radicato,alimentato da un fanatismo senza cultura, può arrivare ovunque, e le torri gemelle lo dimostrano…… In certi momenti mi sento più Ebreo di un Ebreo e mi domando cosa farei se abitassi a Gerusalemme e vedessi i miei fratelli saltare in aria mentre vanno al lavoro,a scuola o,semplicemente a spasso! Chi semina vento raccoglie tempesta; ma chi semina tritolo,cosa spera di raccogliere?…..Spera forse in una considerazione da parte del mondo civile? Non credo. Il vero scopo è DESTABILIZZARE,sempre e comunque. Forse costoro non odiano soltanto Israele, ma odiano la pace stessa,odiano l’armonia,odiano la tolleranza,la democrazia ed il progresso ! (…..e sicuramente odiano anche sé stessi….) E non mi riferisco ai Kamikaze(ultime pedine del gioco),ma a chi muove i fili di questo scenario!

Un cordiale saluto Ruggero

Alcune vecchie lettere

23 maggio 2001

Buon giorno, sono una studentessa che ha letto tutta le storia.......... Beh, io prima di questo studio non capivo nulla, e credo che anche l'opinione comune ignori la verità delle cose, e i motivi. In ogni caso questa lotta è davvero una persecuzione, e mi domando se mai finirà. Dal Vostro punto di vista cosa dovrebbe accadere per far cessare le ostilità? Inoltre, un altro piccolo parere su questo: La nascita dello Stato di Israele decretate dalle Nazioni Unite, è stata cosa corretta, fino a che punto? Grazie, saluti. Barbara

 

5 luglio 2001

Ciao e Shalom, David ! Ho trovato il Suo sito http://www.greconet.com/davidben.htm per caso e vorrei ringrazionaLa per l'impegno. Se posso esserLe utile per lo sviluppo del sito, offro il mio aiuto ( non parlo di lavoro :) ma di amicizia basata sull'interesso comune). Per questo spiego chi sono: sono israeliana di provenienza russa, in ultimi 2 anni vivo e lavoro a Roma, programmatrice, parlo russo, ebraico, italiano e inglese. Il sito com'è il Suo, secondo me, è interessante ed utile. Sono curiosa perche' ha deciso di crearlo, comunque, mie complimenti. Buona fortuna, Eugenia Kusner.

 

11 luglio 2001

Ho letto di recente la storia di Israele in special modo dalla risoluzione Onu del '48 ad oggi, tra l'altro anche il libro "Gerusalemme Gerusalemme" che mi ha coinvolto molto dandomi modo di capire molti aspetti, anche di natura politica, che non mi erano chiari. Tutto questo perchè le continue, cruente, notizie oramai con cadenza giornaliera, mi impongono di prendere una posizione per stare in pace con la mia coscienza e mancando l'approfondimento rimaneva difficile farlo. Sono di Roma e ho vissuto un periodo di vita scolastica nel cosiddetto "ghetto" oltre a successive esperienze lavorative che mi hanno portato a conoscere ebrei praticanti, persone che ho sempre stimato per morale, per determinazione nel raggiungimento dei fini, per il loro modo di porsi nel rapporto con gli altri e anche per il loro credo religioso, rispetto al quale li ho sempre visti comportarsi coerentemente. Del resto il mio giudizio è del tutto asettico in quanto sono un ateo convinto, forse esasperato dal rapporto con i cattolici che amano battersi il petto, ma che esperieze dirette e vari libri di storia mi hanno fatto conoscere nella loro vera veste. Ritornando a noi, ho sempre pensato che la nascita e il successivo sviluppo dello Stato di Israele non ha portato che benessere a tutta l'area del Nord-est Africa, che ho sempre visto come depressa, e specialmente agli abitanti della Palestina. Mi rendo conto che trattare di questo argomento e dell'attuale situazione conflittuale, anche per la molteplicità degli aspetti e delle implicazioni che comporta, è cosa più grande di me, quindi, a mio modestissimo avviso, penso soltanto che finchè i Palestinesi non avranno un capo vero che apra loro gli occhi, sicuramente non Arafat, e continueranno a seguire ciecamente i terroristi di hamas e la jihad islamica senza crescere interiormente maturando a livello personale e guardando finalmente anche al di là dello steccato musulmano, per voi sarà dura, vi dovrete solo difendere. Con solidarietà, saluti Arsenio.

 

10 agosto 2001

Oggi e' il 10/08/01, ieri c'e' stato un altro attentato da parte di un kamikaze palestinese......altri morti,altri feriti...... Io sono un ragazzo di 26 anni che vive molto lontano da quella guerra. Tutto quello che so' lo apprendo dai massmedia. Ho cercato di capire,ma non ho capito....vedendo certe immagini ho provato una profonda commozione per le vittime,per i famigliari,per gli amici....per l'uomo. Da quei avvenimenti ho visto fino a che punto puo' arrivare l' odio dell'uomo. Mi sono domandato: "E' giusto che un uomo possa decidere della vita di un altro uomo?" risposta: "NO,NO,NO!!!! Solo a DIO e' concesso di decidere.(naturalmente se esistesse) Tutti questi morti,tutti questi feriti ma per che cosa? Io non l'ho ancora capito. E' gia' dura di per se' la vita perche' complicarla! Questi sono semplici umili pensieri di un ragazzo che cerca di capire ma che non comprende!!!! Mirko

 

15 agosto 2001

CARI SIGNORI DEL SITO, LA MIA OPINIONE, SEPPURE PUBBLICATA, SARA' SEMPRE DI SCARSA IMPORTANZA PER ENTRAMBE LE PARTI. NON HO POSSIBILITÀ DI POTERE GIUDICARE CHI SIA NEL GIUSTO E CHI NELL'ERRORE SO SOLE CHE SIA PALESTINESI CHE EBREI SONO ESSERI UMANI E NIENTE DI PIÙ. PIENI TUTTI QUANTI DI ORGOGLIO NESSUNO DEI DUE STATI OFFRIRÀ UNA RESA E BENCHÉ I LEADER NE PROPONGANO IN GRANDI QUANTITÀ GLI ESTREMISTI CONTRATTACCANO DISTRUGGENDOLE. AFFIDEREI, IO, UNA MEDIAZIONE A ESTERNI, COME UN PADRE CALMA LE LITI TRA FRATELLI: L'ONU MI SEMBRA UNA SCELTA OVVIA E SPERO CHE TUTTI LA POSSANO CONDIVIDERE. PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE DOVRA' MORIRE L'ORGOGLIO. larryflint@infinito.it

 

15 agosto 2001

Ho letto la storia di Israele, e per ultimo il momento di riflessione sugli atteggiamenti che Israele prende nei confronti dei terroristi, puntualmente condannati da tutto il "mondo civile" e dai media di tutte le ideologie. E' vero, qualunque cosa faccia Israele è puntualmente condannata, perchè invece non si condannano ugualmente gli eccidi fatti dagli arabi, non solo palestinesi, verso gli israeliani? Perchè Israele con i suoi potenti mezzi, non riesce a pubblicizzare efficacemente le cose, come invece fanno gli altri. un ferito palestinese fa più notizia di una bomba in un autobus a Tel Aviv, ormai è scontato. Gli Israeliani dovrebbero "pubblicizzare" quanto viene loro inferto in nome di un "tentativo di liberazione dei territori" etc. non dico che soldati e civili non debbano essere difesi, ci mancherebbe... ma forse istruire la gente del mondo su quello che effettivamente avviene non farebbe male. Tempo fa in un famoso incidente morì un bambino e suo padre che cercava di proteggerlo rimase ferito, si disse, e tutti lo presero per buono, che furono gli israeliani a ucciderlo, ho letto poi che l'inchiesta appurò che fu un palestinese a far fuoco, la smentita della prima versione, non è stata mai "urlata" e per tutti continuano ad essere gli ebrei i responsabili. Forse è ora di fare pubblicità alla guerra, se questo può servire a far capire all'opinione pubblica che Israele non è il torturatore di nessuno. saluti Alberto Terracina

4 settembre 2001

Io voglio dire una sola cosa: "voi che per millenni avete peregrinato alla ricerca della TERRA PROMESSA (promessa poi da chi?!), vi sembra giusto ipossessarvi,con l'uso la FORZA, di un territorio che da sempre è stato di altri? non credo che il vostro Dio nei suoi libri sacri abbia indicato con delle coordinate geografiche esatte il luogo dove edificare il vostro stato. io sono contro la violenza ma finché proseguiranno i vostri soprusi, ai palestinesi non resta che lottare con le unghie e con i denti per difendere il loro stato di diritto.Vi state comportando come i primi europei che spodestarono gli indiani d'america.....vi semra giusto tutto questo?" non credo che inserirete questa mia nel vostro sito....anche questa è una forma di violenza.ATARU MOROBOSHI

Caro Ataru Moroboshi, hai forse ragione anche tu, ma ti chiedo quale può essere la soluzione? Se la soluzione è buttare tutti gli ebrei a mare vuol dire ricreare un problema che esisteva prima della fondazione dello Stato di Israele e quindi un nuovo popolo senza terra alla ricerca di se stesso. Io come israeliano non potrei mai accettare una soluzione di questo tipo visto che il mio popolo di umiliazioni ne ha subite troppe in millenni di storia. Se ci riferiamo invece ai palestinesi, di soluzioni ne sono state proposte tante, peccato che siano sempre state rifiutate... addirittura la divisione della città vecchia di Gerusalemme è stata proposta da Barak .. peccato che Arafat non abbia dimostrato MATURITA' POLITICA conducendo il suo popolo verso la prosperità .Purtroppo continua a dirigerlo verso il dolore e la sofferenza. Quando si fanno dei trattati di pace bisogna saper rinunciare a qualche cosa... Arafat non vuole rinunciare a nulla, le rinunce devono essere fatte esclusivamente da Israele in cambio di che cosa? Il problema è un altro .... il mondo arabo fa molta fatica ad accettare che una popolazione così diversa per tradizioni e mentalita viva in mezzo a loro e pensare che Israele è grande forse meno della Toscana. Come mai i paesi arabi non aiutano economicamente i palestinesi ... ti sei mai chiesto il perchè? E' forse meglio tenerli nella povertà ed ignoranza? Non sono forse usati indirettamente dai paesi arabi come ultima ragione per delegittimare Israele? CERCHIAMO DI VEDERE LE COSE IN MANIERA OBIETTIVA!! ISRAELE HA SICURAMENTE DELLE GRAVI COLPE PER QUESTA SITUAZIONE CHE SI E' VENUTA A CREARE MA NON POSSIAMO NEGARE CHE NEPPURE I DIRIGENTI PALESTINESI E ARAFAT IN PERSONA HANNO LE LORO PESANTI RESPONSABILITA' . CERCHIAMO DI NON ESSERE CIECHI. In oltre caro Ataru trovami e mandami l'indirizzo di un sito pro palestinese che accetterebbe di pubblicare articoli o critiche verso l'autonomia palestinese o Arafat. Se hai un indirizzo di un sito così mandalo ed io ci farò un link! Più democratici di così! Shalom e salam.

 

8 settembre 2001

Tratto da Libero del 25 agosto 2001,lettere al giornale.

" La Tv tedesca sta facendo un'operazione lapalissiana, che dovrebbe esser seguita da tutte le tv del mondo a cominciare dalle nostre. Ha cioé mostrato ( con traduzione simultanea) i programmi di questi ultimi giorni delle tv israeliane e quelle palestinesi. Quelle israeliane erano più o meno come le nostre: notizie, informazioni, dibattiti, ecc. In quelle palestinesi comparivano il " premio Nobel per la pace" Arafat, l'iman, i leaders di hammas ect.,che incitavano il loro popolo a colpire al cuore Israele, al suo sterminio, al sangue, all'omicidio, al suicidio. Lo stesso dicasi per l'educazione. Nelle scuole e università israeliane si insegna un mestiere e in quelle palestinesi si insegna l'intifada. Con il risultato che gli uni vengono preparati a guadaganrsi il pane e gli altri saranno in grado solo di fare le guerra. Il programma era estremaente istruttivo e chiarificante e non si capisce ( o si capisce fin troppo bene ) perchè le nostre Tv non ne facciano di equivalenti. Quelle parole e quelle immagini spiegano infinitamente meglio di qualunque commento come stiano relamente le cose in medio oriente.

 

8 settembre 2001

Da pochi anni seguo gli avvenimenti riguardanti Israele, anche se non mi è mai sfuggita la continua pioggia di notizie sui tumultuosi avvenimenti in Medio Oriente. Alcune riflessioni: perché nei mass media italiani si mettono sullo stesso piano la spietata guerra criminale dei Palestinesi, che arrivano a sparare col bazooka agli scuolabus, con le ritorsioni dell’esercito israeliano, che se uccide un bambino palestinese è solo perché quello è stato mandato dai suoi genitori in prima linea a far da scudo ai terroristi adulti? E’ evidente che in Italia non c’è equità, nel giudicare gli scenari violenti. E’ troppo facile declamare “FATE LA PACE!”, e dare la colpa ai più forti. Io sono ateo, di estrazione cattolica, ma ho sempre ammirato la capacità del popolo ebraico di sopravvivere per due millenni in condizioni che avrebbero stroncato qualunque altro. Israele non ha mai perso una guerra, ma viene trattato dal resto del mondo come se dovesse adattarsi ad una situazione che gli sta sfuggendo di mano, come se i Palestinesi fossero “degni avversari”. A questo punto, probabilmente sarebbe meglio deportare tutti i palestinesi in aree molto circoscritte, ai limiti del territorio di Israele, per esempio nella striscia di Gaza. Per un po’ i telegiornali strilleranno la propria indignazione, ma poi si stancheranno, e i palestinesi torneranno a scomparire dalle coscienze popolari dei paesi “più progrediti”. Dovremmo imparare dalle vicende di Berlino: il muro è crollato non perché qualcuno ha inneggiato alla pace e alla tolleranza, ma perché una delle due fazioni (quella orientale) ha dimostrato in pochi decenni la propria inferiorità sull’altra. Inferiorità sotto tutti i punti di vista: economica, sociale, culturale. Allo stesso modo, Israele potrebbe limitarsi ad aspettare lo spontaneo decadimento della Palestina, al di là del muro. Tra cinquant’anni saranno gli stessi palestinesi a chiedere l’annessione. Se io fossi israeliano, riterrei Israele non solo non troppo aggressivo, ma addirittura troppo tollerante. Cosa aspetta a far valere la propria forza?

Enrico Tassinari.

Sinceramente Enrico, la tua proposta mi sembra esagerata e disumana. Nella famosa striscia di Gaza vivono oggi più di 800.000 palestinesi su un territorio di venti chilometri per trenta, inserire in quella zona altre ottocentomila persone è impossibile oltre che umanamente inaccettabile. Noi ebrei ricordiamo con dolore quando durante la seconda guerra mondiale fummo trasportati con carri da bestiame dai vari punti d'Europa nei campi di concentramento o rinchiusi in ghetti forzati in molte città europee (vedi il famoso ghetto di Varsavia) sarebbe inconcepibile ed improponibile per noi un atteggiamento del genere verso i palestinesi che in alcuni casi già vivono da molti anni in campi profughi. Malgrado il loro atteggiamento sia effettivamente provocatorio e problematico per lo Stato di Israele non posso appoggiare questa tua proposta. Mi dispiace.

Davide

 

9 dicembre 2001

Ho scoperto il vostro sito mentre aiutavo mio figlio a trovare materiale per una ricerca e volevo ringraziarvi per il vostro capillare lavoro. Ancora grazie.

Alberici Patrizia

 

13 dicembre 2001

In tutta questa epopea:chi sono i veri martiri,quelli che si fanno esplodere con falsi ideologismi,o le povere vittime israeliane?Sara' un ragionamento di parte;ma haime la penso cosi'!!!!!!

Iuri Costantini

 

 

Vi invito ad un momento di riflessione su quello che è successo a Durban - Congresso per la lotta contro il razzismo nel mondo.

IL RAZZISMO DI KOFI ANNAN - 1settembre 2001

La conferenza di Durban sul razzismo costa 10 milioni di dollari e c’è il rischio che si rivelino soldi buttati, che sarebbe stato meglio impiegare in aiuti ai profughi. Del resto un simposio internazionale dove troneggia Fidel Castro come paladino planetario della causa umanitaria e dove sul banco degli accusati si vorrebbero trascinare Stati Uniti ed Israele ha ben poco di serio. E’ inquietante. In caso di fallimento dovranno riflettere i vertici dell’Onu ai quali il simposio sta sfuggendo di mano. Non basta esigere che questi convegni internazionali si svolgano nei tempi e nei luoghi stabiliti: l’Onu deve anche dimostrare di saperli utilmente gestire.

La questione riguarda personalmente Kofi Annan. Nelle scorse ore ha bacchettato il suo vice, Staffan De Mistura, il quale – riflettendo sul vertice Fao previsto a Roma – aveva rilevato che in questi anni non si sono fatti i passi necessari a renderlo utile e quindi sarebbe stato meglio rinviarlo. Annan lo ha duramente sconfessato rivendicando con puntiglio la sua competenza e pretendendo che, seppure inutile, la passerella internazionale venga fatta a Roma, nei tempi stabiliti. Un intervento che ha fatto insorgere perfino Andreotti (“se Kofi Annan vuole fare per forza il vertice Fao a novembre pu? sempre farlo a New York”). Si vedrà quali risultati concreti conseguirà il simposio Fao fatto nei tempi pretesi da Annan. Per il momento il segretario generale dell’Onu è alle prese con l’incombente fallimento della conferenza di Durban che esce fuori dai binari del buon senso. I paesi arabi e islamici e quelli antioccidentali vogliono farne una tribuna contro Israele e gli Stati Uniti.

Cercando di barcamenarsi ieri Annan è incorso in una gaffe (non è la prima dei dirigenti Onu). Annan ha affermato che l’Olocausto subito dagli ebrei non può giustificare i torti inflitti ai palestinesi. Così si è preso uno scroscio di applausi da chi pretende una condanna ufficiale di Israele e del sionismo. Ma di fatto ha messo sullo stesso piano due eventi incomparabili: la shoah e il conflitto arabo-israeliano. Rischiando addirittura di avallare, involontariamente, i deliri di chi accosta la bandiera israeliana alla svastica (idea spesso gridata, nelle piazze, da certe aree della nostra sinistra). Di fatto l’Onu – pur cercando di evitare, per le pressioni americane – le espressioni più pesanti contro Israele, ha accettato che della questione palestinese di discutesse in una conferenza sul razzismo e così ha fatto suo il punto di vista dei fondamentalisti arabi. Tutto il mondo al contrario ha sempre, tradizionalmente considerato la questione mediorentale come un conflitto politico e militare regionale, come tanti altri, che dunque non c’entra niente con Durban. Facendo proprio il punto di vista arabo, l’Onu ha paradossalmente abbracciato un’impostazione tendenzialmente razzista, che nega ai soli ebrei il diritto a una terra (del resto è emblematico che le leadership arabe, negli anni della guerra, si siano alleate con la Germania nazista).

Oggi gli arabi controllano il 99,9 per cento delle terre mediorentali. Lord Balfour una volta dichiarò di aspettarsi che dopo aver ottenuto tanto essi riconoscessero anche agli ebrei il diritto ad avere un loro piccolo territorio. Oltretutto quello 0,1 per cento affidato a Israele era forse l’unico del Medio Oriente a non avere petrolio, era perlopiù deserto che gli israeliani hanno fatto fiorire. Ma fin dall’inizio gli arabi hanno visto la nascita di Israele come un arbitrio imperialistico da cancellare. Va ricordato – perchè spesso sfugge la cornice storica – che in quella regione non era mai esistita un’entità statale autonoma palestinese, nè culturale o linguistica. Come tale vi era esistito solo l’antico regno d’Israele. Dopo la distruzione di quell’entità e del Tempio di Gerusalemme da parte dei romani, la presenza ebraica in quella “terra promessa” – nonostante la diaspora - non è mai venuta meno. Quando, 50 anni fa, fu decisa la creazione dello Stato d’Israele e di altri stati arabi (da cui furono cacciati gli ebrei) fu decisa pure la nascita di uno Stato palestinese. Se esso non fu mai costituito non fu per l’opposizione di Israele. Al contrario. A opporvisi furono i paesi arabi che si coalizzarono per far guerra a Israele e per appropriarsi dei territori destinati ai palestinesi. I quali per anni hanno continuato a chiedere non uno stato proprio, ma la cancellazione di Israele. In seguito, a furia di guerre d’aggressione perdute la leadership dell’Olp cominciò ad accettare – almeno nelle trattative ufficiali - l’esistenza di Israele. Ma si è continuato fino ad oggi ad alimentare all’interno un’ideologia dell’odio che punta solo alla distruzione di Israele e non alla convivenza, come ha dimostrato, nei mesi scorsi, lo scandalo dei manuali scolastici in uso nei territori palestinesi.

La svolta rivelatrice, che ha dato inizio all’attuale guerra, si è consumata nell’ottobre 2000 quando il capo del governo israeliano Barak ha offerto ad Arafat la sovranità palestinese sul 95 per cento dei Territori, su metà Gerusalemme e perfino sul Monte del Tempio. Era la grande occasione storica per i palestinesi. Ma Arafat ha rifiutato. Se fino all’ottobre 2000 si poteva pensare che la causa del conflitto arabo-israeliano fosse l’occupazione israeliana di Cisgiordania e Gaza, da allora è chiaro che la causa è invece l’esistenza di Israele. La leadership palestinese ha la gravissima responsabilità di aver negato al proprio popolo quello Stato sovrano che era a portata di mano e di aver dato inizio a una guerra terroristica e suicida senza speranza. Oggi Israele deve difendersi da un continuo stillicidio di stragi così come per 50 anni ha dovuto difendersi dagli eserciti arabi coalizzati.

Unica democrazia della regione viene accusata di razzismo da regimi che praticano sistematicamente ogni forma di discriminazione e intolleranza. Che l’Onu abbia accettato di catalogare sotto la voce “razzismo” (sottinteso: razzismo israeliano) questo conflitto è il vero errore di Durban. Certamente non aiuta la pace e neanche la verità visto che Arafat ne fa un palcoscenico propagandistico dove vuol esporre il dolore del padre del piccolo Mohammed Durrah. Le immagini della sua uccisone a Netsarim, all’inizio dell’Intifada, commossero tutto il mondo. Per Israele fu un choc. Ma poi l’esercito israeliano ha scoperto e spiegato che il bambino fu colpito alla schiena, dove stavano i cecchini palestinesi, e che la pallottola non era di quelle usate dall’esercito di Gerusalemme. Sui media del mondo è rimasta però la prima versione. Arafat ne approfitta per uno spot propagandistico. E l’Onu allestisce la scena. Del resto qualche mese fa gli Stati Uniti per la prima volta sono stati esclusi dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite che vollero essi stessi, come fondatori, nel 1947. Sono entrati a farne parte paesi come il Pakistan e il Sudan che sui diritti umani non sembrano davvero esemplari. A Durban l’Onu va nella stessa direzione: verso il discredito.

Antonio Socci

 

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