Il Muro
La sentenza della corte internazionale dell'Onu
L'Aia: «Il muro è illegale, andrebbe smantellato»
La barriera in Cisgiordania viola il diritto internazionale e ai proprietari
palestinesi è dovuto un indennizzo per le proprietà
L'AIA - Il muro costruito da Israele in Cisgiordania è illegale: come
anticipato dal quotidiano «Haaretz», il verdetto della Corte Internazionale
di giustizia dell'Aia, massimo organo giudiziario dell'Onu, è negativo
sulla barriera di separazione voluta dal governo Sharon. La Corte internazionale
di giustizia dell'Aja «teme» che la costruzione del Muro d'Israele
«possa creare un fatto compiuto sul terreno diventando così permanente».
Lo ha detto il presidente del Tribunale, Shi Jiuyong, leggendo il parere consultivo
della Corte dell'Aja sulla legalità, o meno, della barriera voluta da
Israele. «La Corte ha preso nota delle assicurazioni date da Israele sul
fatto che la costruzione del Muro non rappresenta un'annessione» e che
si tratta di una misura «provvisoria», ha aggiunto il presidente,
ricordando che «tuttavia, la Corte non può rimanere indifferente
a certi timori espressi sul fatto che il percorso del muro possa pregiudicare
la futura frontiera tra Israele e Palestina».

RACCOMANDAZIONE - La decisione della Corte, attesa da quattro mesi, è stata letta dal presidente cinese della Corte e ha un carattere meramente consultivo, non è vincolante: la sentenza non è quindi un'ingiunzione ma una semplice raccomandazione. Tuttavia poiché è stata proprio l'Assemblea Generale dell'Onu a sollecitare alla Corte il pronunciamento sulla delicata questione, la sentenza ha sucitato grande interesse a livello internazionale.
ARAFAT: «UNA VITTORIA» - «È una vittoria per il popolo palestinese e per tutti i popoli liberi del mondo», ha detto per esempio il leader palestinese Yasser Arafat, commentando a Ramallah il parere consultivo della Corte dell'Aja sulla barriera di sicurezza israeliana. «È una decisione eccellente» ha aggiunto davanti ai cronisti il presidente dell'Amministrazione nazionale palestinese (Anp), a proposito del parere dei giudici internazionali. «Ringraziamo la Corte dell'Aja» ha detto ancora Arafat.
LA CASA BIANCA: «GIUDIZIO INAPPROPRIATO» - Gli Stati Uniti giudicano «inappropriato» il parere della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia sulla liceità del muro israeliano: lo ha ribadito il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan. «Noi pensiamo che non sia appropriato esaminare tale questione in questo ambito, si tratta di una questione politica», ha spiegato McClellan, facendo eco a quella che è la posizione ufficiale israeliana ma anche a quello che è il parere dell’Unione Europea. La Corte ha tuttavia stabilito di avere piena giurisdizione in materia, dato che «ogni questione legale ha anche un aspetto politico».
BOCCIATA LA TESI DIFENSIVA - Nel documento la Corte contesta la tesi difensiva di Israele, cioè che il Muro venga costruito per ragioni di autodifesa dagli attacchi terroristici. La corte si dice «non convinta che la direzione che Israele ha scelto per il Muro necessariamente porti alla realizzazione dei suoi obiettivi nel campo della sicurezza». La decisione è stata approvata con 14 voti favorevoli e solo uno contrario, quello del giudice americano Thomas Buerghenthal. «Il Muro - si legge ancora nel documento - insieme con il percorso scelto viola in modo grave una serie di diritti dei palestinesi che vivono nei territori occupati dagli israeliani. Violazioni che non possono essere giustificate da esigenze militari o richieste per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico». E si conclude parlando di «violazioni da parte di Israele di diversi obblighi di applicazione delle leggi umanitarie e dei diritti umani».
GIURISDIZIONE - La Corte ha anche difeso la sua autoritá ed ha affermato di avere giurisdizione sulla questione, attraverso una lunga analisi storica e legale della situazione a Gaza ed in Cisgiordania. Mentre non è stata contestata la costruzione di barriere difensive all'interno della «linea verde», cioè il confine israeliano prima del 1967. Immediata la replica del ministero degli Esteri israeliano: «Non si è assolutamente tenuto in conto del terrorismo palestinese, si parla solo degli effetti ma non della causa» ha detto il portavoce Yonatan Peled all'agenzia Dpa. «Non ci aspettavamo una sentenza positiva per noi e quindi non siamo sorpresi - ha aggiunto - ma non bisogna dimenticare che si tratta di un parere consultivo e non di un verdetto». La sentenza della Corte dell'Aja infatti non è vincolante, ed ora i giudici consegneranno il loro parere all'Assemblea dell'Onu che l'ha richiesto.
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