Storia in breve di Israele - anno 2006

 

2006 4 gennaio Il Primo Ministro Ariel Sharon viene colpito da un ictus al cervello che provoca il coma. Viene sostituito dal suo vice Heud Olmert.

1 febbraio Viene distrutto dalla polizia israeliana l'insediamento illegale di Amona nei territori della cisgiordania. Negli scontri vengono feriti alcuni coloni.

19 febbraio Ismail Hania leader di Hamas diventa Primo Ministro Palestinese.

14 marzo L'esercito israeliano irrompe nel carcere della citta palestinese di Gerico con il fine di portare in Israele i terroristi che uccisero il ministro del turismo Rachaam Zeevi.

17 marzo viene scoperto il primo focolaio dell'invluenza Avaria nei polli nei kibbutz Hulit e Ein - Ha Scholsha e nel moshav Sde Moshe.

28 marzo Viene eletto Primo Ministro Heud Olmert a seguito della diciassettesima elezione in Israele.

Il Primo Ministro Heud Olmert

4 aprile Viene eletto in nuovo governo presieduto da Heud Olmert e per la prima volta viene eletta una donna alla presidenza della Knesset (parlamento israeliano), Dalia Itzik.

Dalia Itzik Presidente della Keneset

25 giugno Viene rapito da un gruppo palestinese il soldato israeliano Ghilad Shalit.

28 giugno L'esercito israeliano attacca la striscia di Gaza con l'operazione "pioggia d'estate", ma non porta alla restituzione del soldato rapito.

12 luglio Terroristi dell'organizzazione Hisballah a sud del Libano, attacca al confine una pattuglia israeliana. Muoiono 7 soldati e due vengono rapiti e trasferiti in Libano.

I soldati rapiti sono: Eldad Regev, Heud Goldvasser (in Libano) e Ghilad Shalit (nella striscia di Gaza)

13 luglio L'esercito israeliano attacca in Libano con l'operazione "cambio di direzzione" i contingenti di Hisballah, i quali a loro volta sparano missili terra terra contro le citta' e villaggi nel nord di Israele.

Guerra in Libano

16 luglio I Hisballah lanciano un missile Fagher dal Libano che colpisce un capannone ferroviario a Haifa. 8 operai israeliani muoiono.

30 luglio Un caccia israeliano colpisce un casolare nel villaggio Kaana al sud del Libano provocando la morte di decine di persone tutte di un unica famiglia.

14 agosto Viene dichiarato il cessate il fuoco tra Hisballach e l'esercito israeliano.

14 settembre Dorit Benish viene eletta Presidente della Corte Suprema di Israele. La Benish diventa la prima donna eletta a questo incarico.

20 settembre Le ossa di Paoline e Hans Herzel figli di Teodoro Herzel vengono trasferite in Israele e sepolte a fianco della tomba del padre a Gerusalemme.

guerra in Libano estate 2006

NASRALLAH E LA SUA ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA APPOGGIATA DA I DUE PAESI FASCISTI IRAN E SIRIA HANNO VOLUTAMENTE ATTACCARE E PROVOCARE ISRAELE TRASCINANDOLA IN UNA GUERRA .

E' RISAPUTO CHE I HIZBALLACH HANNO ATTACCATO UNA PATTUGLIA DI CONFINE ALL'INTERNO DI ISRAELE UCCIDENDO 7 SOLDATI E RAPENDONE ALTRI DUE.

NON POTEVANO PENSARE CHE DOPO SEI ANNI DI PROVOCAZIONI LO STATO DI ISRAELE NON REAGISSE A QUESTO ENNESIMO ATTACCO. NELL'ANNO 2000 I SOLDATI ISRAELIANI HANNO LASCIATO IL LIBANO UNILATERALMENTE COME ERA GIUSTO CHE FOSSE. I HIZBALLACH HANNO IMMEDIATAMENTE PRESO POSIZIONE AL SUD DEL LIBANO IMPEDENDO AI SOLDATI LIBANESI DI PRENDERE POSIZIONE COME E' NORMALE IN QUALUNQUE STATO LEGITTIMO.

l'IRAN E LA SIRIA USANO SPUDORATAMENTE QUESTA ORGANIZZAZIONE PER COLPIRE ISRAELE, DESTABILIZZARE LA ZONA E ALLONTANARE L'ATTENZIONE SULLA QUESTIONE BOMBA ATOMICA IN IRAN.

DA PIU' DI UNA SETTIMANA L'ESERCITO ISRAELIANO HA AVVISATO LE POPOLAZIONI CIVILI DEL SUD DEL LIBANO DI UN VICINO ATTACCO AI VILLAGGI E HA CHIESTO DI LASCIARE PROVVISORIAMENTE LA ZONA. I HIZBALLACH HANNO IMPEDITO LO SPOSTAMENTO DELLE POPOLAZIONI PER USARLE COME SCUDO UMANO. QUESTA E' UNA POLITICA DI GUERRA CHE VA CONTRO OGNI ACCORDO INTERNAZIONALE.

IL NORD DI ISRAELE E' ATTACCATO OGNI GIORNO DA CENTINAIA DI MISSILI LANCIATI DA VILLAGGI COME QUELLO DI CANA USANDO I CORTILI DELLE CASE O FRUTTETI ACCANTO AD ABITAZIONI.

Guarda il filmato

E' SICURAMENTE DEPROLEVOLE COLPIRE CIVILI MA E' ALTRETTANTO DEPLOREVOLE SFRUTTARLI E STRUMENTALIZZARLI .

SPERO CHE UN GIORNO IL MONDO SI RENDA CONTO CHE QUESTA GUERRA NON E' SOLO DI ISRAELE MA DI TUTTO IL MONDO OCCIDENTALE IN NOME DI UNA PACE DURATURA CON IL MONDO ARABO MODERATO.

Guarda anche questo filmato (in inglese)

Leggere per capire cosa ci sta' dietro:

I robot della morte - Anche in Italia è radicata la «fabbrica del terrore» che ha prodotto i kamikaze di Londra

di Magdi Allam


Dovremmo essere tutti «in guerra contro i fascisti islamici». Non solo gli Stati Uniti, che hanno il coraggio di dichiararlo apertamente. Non solo la Gran Bretagna, che più di altri in Europa è stata infiltrata dal terrorismo di Al Qaeda. Perché la realtà che emerge dalla scoperta di un piano per far esplodere simultaneamente diversi aerei di compagnie americane, al fine di provocare «una strage di proporzioni inimmaginabili», conferma che questo terrorismo è a tal punto globalizzato da essere riuscito a trasformare l’insieme dell’Occidente in una fabbrica di kamikaze islamici. Erano cittadini britannici i quattro terroristi suicidi del 7 luglio 2005 e risultano essere cittadini britannici gli aspiranti terroristi suicidi della strage scongiurata.
Così come è in Occidente che hanno maturato la trasformazione da persone in «robot della morte» migliaia di combattenti islamici che, ormai da un ventennio, sono andati ad assolvere al precetto della «guerra santa» in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq. Ed è sempre in Occidente che si è completato il processo di adesione alla fede nel «martirio» islamico del gruppo dirigente degli attentatori dell’11 settembre di New York e Washington e gli autori dell’11 marzo di Madrid. Tramite un lavaggio di cervello identico a quello a cui sono stati sottoposti la ventina di giovani arrestati ieri a Londra e Birmingham, dopo la frequentazione di moschee gestite da predicatori d’odio e apologeti del terrore.
Il riferimento di Bush ai «fascisti islamici» è appropriato perché integra la sfera prettamente criminale del terrorismo con la sua dimensione ideologica. Sottintende che la radice del male è un’ideologia dell’odio che all’insegna dell’antiamericanismo e dell’antiebraismo, della condanna dell’Occidente e del rifiuto del diritto di Israele all’esistenza, ha scatenato una violenza planetaria. Ciò è per la precisione il fulcro del manifesto del «Fronte internazionale islamico per la guerra santa contro gli ebrei e i crociati», la sigla con cui Osama bin Laden nel giugno 1998 ha privatizzato e globalizzato il terrorismo. Così come è la sostanza degli statuti del movimento internazionale dei Fratelli Musulmani, di cui Hamas è espressione nei territori palestinesi, e dell’Hezbollah che in Libano attua la strategia impostagli dal regime nazi-islamico iraniano di Ahmadinejad con la complicità del regime tirannico siriano di Assad. Ed è proprio il Libano che si vorrebbe trasformare in un nuovo fronte di prima linea della guerra santa islamica contro Israele, a testimonianza della stretta compenetrazione ideologica tra gruppi estremisti con radici storiche e genesi politiche diverse.
La lezione di Londra e del Libano è che, da un lato, questo terrorismo è di natura aggressiva e non reattiva e, dall’altro, che ha una comune radice dell’odio presente anche in Italia. Continuano purtroppo a sbagliare coloro che immaginano che questo terrorismo sia una reazione all’occupazione israeliana e all’imperialismo americano. Che, pertanto, qualora nascesse uno Stato palestinese, anche se sottomesso al potere teocratico di Hamas, o qualora ci si ritirasse dall’Iraq e dall’Afghanistan, anche se dovessero essere conquistati dai tagliagola di Al Qaeda, allora l’Occidente sarebbe maggiormente al riparo dalla minaccia del terrorismo. Queste anime ingenue hanno eretto una cappa di mistificazione della realtà che, tra i suoi effetti più deleteri, ha sortito delle sentenze emesse dai tribunali italiani che legittimano e nobilitano i reclutatori nostrani di kamikaze quali «resistenti» e gli assassini dei soldati della forza multinazionale in Afghanistan, italiani compresi, quali «martiri».
La realtà è che anche in Italia è radicata la «fabbrica del terrore» che haprodotto i kamikaze di Londra. Alimentata da una rete di moschee dove si predica la distruzione di Israele e si legittima il terrorismo palestinese, iracheno e afghano, gestite dall’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, affiliata ai Fratelli Musulmani), dall’organizzazione radicale marocchina «Giustizia e carità», dal movimento dei Tabligh (Predicazione) influente tra i pachistani. Eppure continuiamo a far finta di niente. Ci preoccupiamo di scongiurare l’attentato, che è la punta dell’iceberg, ma non ci vogliamo occupare dell’iceberg, che è la «fabbrica del terrore». Questo è il più grave errore in cui sono incorsi i nostri servizi segreti e gli apparati di sicurezza. Che, oltretutto, sono in seria difficoltà, con una credibilità internazionale messa indubbio dainchieste e incertezze politiche. Possiamo soltanto incrociare le dita, augurandoci che quanto è successo a Londra non accada mai in Italia.
11 agosto 2006

 

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